PSM

Un gruppo di Funk-Progressive brasiliano

sabato, dicembre 05, 2009

Ritrovamenti e resurrezioni 2

Un ritrovamento preoccupante datato 14 maggio 2000 (!). Credo fossimo io e il buon Palmieri.

Critica di “A Giuseppe” di Giacomino Ghepardi.

In questo componimento del Ghepardi si evidenzia chiaramente la tendenza più evidente e retrospettiva del poeta monterotondino, ma di origine frusinate, nato nel 1897 e disperso durante una tournee negli appennini tosco-cubani nel 1865, egli si è sempre imposto per la sua splendida apotatticità e per quell’espressione detta “algoritmica Ghepardese”. La capacità di usare aggettivi che ricordano chiaramente la palingenesi e la sliricalizzazione del Carduzzi sembrano quasi far riferimento alla tracheite del suo più caro amico: Giuseppe Arangio-Ruiz. D’altra parte il Ghepardi dopo i romantici è un po’ come Carduzzi dopo gli arcadi. Considerando inoltre l’imponente mole di scritti a noi giuntici è facile rilevare lo stile ispirato da un libro del Toffanin, nel quale il famoso scrittore anglo-molisano manifestava una certa sensazione di interspaesamento volgare. Infatti il poeta si rifà nella sua maggiore lirica “A Giuseppe” allo stile del Toffanin in quanto è facile notare la sensazione di interspaesamento dovuto forse alla anaglobalità esterna del mondo che lo circondava. Si può notare quindi il pastore tornare la sera a casa con la zappa e con i tre figli drogati a seguito, il barista ubriaco che mangia del pandoro senza canditi (la figura nel quale il Ghepardi si identificava) e l’interessamento di Fra Obliquo Arroccato riguardo la collanina di perle della sposa di Max Gazzè che stranamente passava di lì per caso con un cerino acceso, senza scarpe e con la maglia leggermente unta. Concludendo possiamo tranquillamente affermare, senza false ipocrisie, che il maggior poeta del periodo neo-potideo (che durò dalle 15 del 24 Luglio 1873 alle 17:23 del giorno dopo), è il più paraspinotico della sua rivoluzionaria corrente superando di gran lunga nomi quali Giuseppe Cardinale, Luigi Robertazzi, Oreste LaGatta ,Ruotolo Pizzi,Massimo Vecchi e Mario Merletti(Questi ultimi tre autori del libro autobiografico “Pizzi e Vecchi Merletti”)


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