Ritrovamenti e resurrezioni 2
Critica di “A Giuseppe” di Giacomino Ghepardi.
In questo componimento del Ghepardi si evidenzia chiaramente la tendenza più evidente e retrospettiva del poeta monterotondino, ma di origine frusinate, nato nel 1897 e disperso durante una tournee negli appennini tosco-cubani nel 1865, egli si è sempre imposto per la sua splendida apotatticità e per quell’espressione detta “algoritmica Ghepardese”. La capacità di usare aggettivi che ricordano chiaramente la palingenesi e la sliricalizzazione del Carduzzi sembrano quasi far riferimento alla tracheite del suo più caro amico: Giuseppe Arangio-Ruiz. D’altra parte il Ghepardi dopo i romantici è un po’ come Carduzzi dopo gli arcadi. Considerando inoltre l’imponente mole di scritti a noi giuntici è facile rilevare lo stile ispirato da un libro del Toffanin, nel quale il famoso scrittore anglo-molisano manifestava una certa sensazione di interspaesamento volgare. Infatti il poeta si rifà nella sua maggiore lirica “A Giuseppe” allo stile del Toffanin in quanto è facile notare la sensazione di interspaesamento dovuto forse alla anaglobalità esterna del mondo che lo circondava. Si può notare quindi il pastore tornare la sera a casa con la zappa e con i tre figli drogati a seguito, il barista ubriaco che mangia del pandoro senza canditi (la figura nel quale il Ghepardi si identificava) e l’interessamento di Fra Obliquo Arroccato riguardo la collanina di perle della sposa di Max Gazzè che stranamente passava di lì per caso con un cerino acceso, senza scarpe e con la maglia leggermente unta. Concludendo possiamo tranquillamente affermare, senza false ipocrisie, che il maggior poeta del periodo neo-potideo (che durò dalle 15 del 24 Luglio 1873 alle 17:23 del giorno dopo), è il più paraspinotico della sua rivoluzionaria corrente superando di gran lunga nomi quali Giuseppe Cardinale, Luigi Robertazzi, Oreste LaGatta ,Ruotolo Pizzi,Massimo Vecchi e Mario Merletti(Questi ultimi tre autori del libro autobiografico “Pizzi e Vecchi Merletti”)
Etichette: Amarcord, Cultura a palate, infermità mentale

3 Commenti:
Alle 12:45 AM, dicembre 06, 2009 ,
Pa' ha detto...
opera di?
Alle 1:47 PM, dicembre 06, 2009 ,
Al Belli ha detto...
mio dio! cacchio... più ci penso e più mi convinco che eravate dei geni incompresi. E' roba da far impallidire i Monty Python...
Alle 3:56 PM, dicembre 11, 2009 ,
Tro ha detto...
esagerato...palmieri, è opera mia e tua, credo.
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